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May , 2013
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Fraz. Pero

Postato da Rebagliati Riccardo il febbraio - 26 - 2009

Chiesa Parrocchiale di S.S. Annunziata. In antico e fino alla meta del 1800 la frazione del Pero dipendeva dalla parrocchia di Alpicella, la quale aveva un’ampia giurisdizione territoriale. Lo stesso Pero, chiamato in vari documenti Pillo, Pilli, Pelo, comprendeva la zona della vecchia parrocchia, Campolungo, Cravassa e gli edifici posti a contatto con la riva sinistra del torrente Teiro, dall’attuale ponte della strada ex statale, al Ferrain e fino ai Poggi. Tutta questa zona fino al 1774 non aveva alcuna chiesa o cappella in loco e dipendeva direttamente dalla parrocchia di Alpicella.
Invece la popolazione del sovrastante altopiano di Campomarzo e delle Vaggie o Vaglie aveva come punto di riferimento l’antichissima cappella campestre di San Lorenzo, di cui non esistono documenti nè memoria inerenti la sua edificazione; è comunque diffusa l’opinione in loco che anticamente fosse “un tempietto d’idoli degli antichi Gentili”.
II primo documento rintracciato negli archivi, inerente questa cappella, è costituito da una relazione del parroco di Alpicella datata 1602 in cui si dice – che l’edificio religioso è molto vetusto e necessita di riparazioni – che vi si celebra la messa il giorno di San Lorenzo dove si danno convegno molte persone provenienti dai paesi vicini, che invece di seguire la sacra funzione, si abbandonano a sollazzi e frenetici balli, per cui si rende necessario un intervento dell’autorità ecclesiastica… Dalle memorie degli anziani del posto si apprende che un tempo il campanile aveva una forma circolare a torre e sarebbe servito anche come punto di guardia e segnalazione
Certo è che agli inizi del 1900, in occasione di lavori di sterro della zona circostante alla cappella, vennero rinvenuti oggetti e suppellettili facenti probabilmente parte di una necropoli romana.
Tutta la zona è stata interessata dal passaggio della strada romana “Emilia Scauri” che transitava per Campomarzo, Bellavista (dove un tempo esisteva anche una fornace), Vaggie o Vaglie, Poggi, quindi valicava il Teiro su apposito ponte e si portava nella zona di Boccavecchia (poco sopra a nord-est dell’attuale cimitero), per puntare su San Martino di Stella; numerosi sono tutt’ora i toponimi in loco che confermano quanto sopra detto: Campomarzo, Pilo, Vallonetto, Castelletti, ecc.
Nel 1770 gli abitanti del Pero, quartiere di Alpicella, della consistenza di circa settanta anime, data la lontananza dalla parrocchia di Alpicella di circa tre miglia e quindi in conseguenza delle notevoli difficoltà che incontrano per raggiungere detta parrocchia, specie nei mesi invernali, chiedono al vescovo di Savona, unitamente col parroco di Alpicella “di concedere loro la facoltà di fabbricare in loco una piccola cappella in cui celebrarsi la Santa Messa sopratutto a beneficio degli infermi (…)”.
Nell’aprile del 1774 si ottiene il permesso dal senato della repubblica di Genova, dalla giunta di giurisdizione e dal vescovo Ottavio Maria De Mari, di costruire in Pero una cappella laicale. Detta cappella si fabbricò nello stesso anno, munita di piccolo campanile, in una zona posta a circa metri 200 a nord-est rispetto alla attuale vecchia parrocchia, ai bordi dell’odierna strada carrozzabile di Campolungo; venne dedicata alla SS.ma Annunziata e a S. Antonio da Padova. Poco tempo dopo, dato che la campana usata era troppo piccola, tanto da non essere udita dai fedeli del circondario, si procedette all’acquisto di un’altra campana molto più grande e si dovette adattare e rinforzare il campanile in quanto troppo piccolo e fragile.
Il 10 febbraio 1843 il vescovo Alessandro Riccardi dichiara formalmente detta cappella “succur-sale” e pertanto viene eletto, in base alle norme e regolamenti dell’epoca, il consiglio di fabbriceria. Questa cappella si rivelò ben presto insufficiente a raccogliere tutti i fedeli, per cui ci si adoperò per edificarne una nuova.
Il rev. Gavarone Gio Batta poneva la prima pietra per la nuova chiesa in data 8 giugno 1845, che lui stesso provvedeva a benedire ed inaugurare nel 1855; si trattava in pratica della attuale vecchia parrocchia del Pero. In essa vi furono eretti tre altari di cui il maggiore dedicato all’Annunciazione di Maria Santissima, il secondo a San Giuseppe ed il terzo a Nostra Signora del Rosario; il patrono poi titolare della stessa chiesa era la SS.ma Annunziata, contitolare S. Antonio da Padova. Il 15 gennaio 1855,  l’intendente generale di Savona autorizza la costruzione del camposanto ed il vescovo Riccardi autorizza il rettore a benedirlo ed obbliga la fabbriceria a pagare annualmente lire dieci al parroco che era allora in Alpicella.
Dall’anno 1856 incominciano i registri per gli atti di battesimo e di morte e dal 1861 quelli per gli atti di matrimonio.
Una sentenza della corte d’appello di Genova del 28 settembre 1876 attesta che in Pero vi era una fabbriceria di chiesa parrocchiale con rettore di parrocchia. Questa chiesa subì seri danni a causa del terremoto del 23 febbraio 1887, ma l’intervento dei parrocchiani con offerte in danaro e giornate gratuite di lavoro riuscì ad eliminare il grave inconveniente. Il 3 settembre 1896 il comune di Varazze stipulò l’atto di affitto con la sig.ra Mombello Maria vedova Ferro, la quale mise a disposizione una casa posta in frazione Pero per essere adibita ad uso della scuola elementare e di alloggio per la maestra.
Con decreto di mons. Salvatore Scatti, vescovo di Savona, in data 2 settembre 1917, la chiesa di Pero viene eretta, fissandone il territorio, in “rettoria ecclesiastica” indipendente, staccandone il territorio dalla parrocchia di Sant’Antonio di Alpicella, col consenso di quel rev. parroco.
Mons. Pasquale Righetti, vescovo diocesano, con decreto 10 dicembre 1947 erige la già esistente rettoria ecclesiastica sotto il titolo della SS.ma Annunziata in Pero di Varazze in parrocchia autonoma.
Fra il 1917 ed il 1947 frattanto si manifesta in maniera sempre più evidente lo smottamento a valle e la chiesa presenta le prime crepe, che saranno sempre più vistose specie verso gli anni dal 1947 al 1949, tanto da allarmare gli amministratori. Data la situazione di imminente pericolo di crolli, nel 1961 giunge il decreto di chiusura al Culto da parte del genio civile e dell’autorità ecclesiastica.
Il resto è storia recente a tutti nota: con l’impegno dei parrocchiani guidati con tenacia dal parroco don Rinaldo Podestà si arriva finalmente ad edificare l’attuale nuova chiesa, spaziosa e funzionale, ubicata di fronte a quella vecchia, dall’altra sponda del Teiro.
Al suo interno oggi si conservano due stupendi Crocifissi in legno, di cui uno del 1856 dello scultore Rebagliati e un presepe permanente composto da manufatti in terracotta alti 70 cm circa del maestro Bruno Galati. La singolarità di questo presepe è l’essenzialità e il valore simbolico che l’autore ha voluto trasmettere attraverso la somiglianza delle fisionomie umane; messaggio di salvezza diretto a tutti gli uomini, senza considerare diversità somatiche o culturali.

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